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Interviste 
PATRIZIA DE LUISE - Presidente FIF - Con la Legge 129/2004 si aprono nuovi scenari per il franchising?
A Patrizia De Luise, abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione del franchising e sulla delicata congiuntura economica del paese
D. Che giudizio dà dell’ultima edizione del Roma Expo Franchising?
R. La nostra Federazione è soddisfatta per l’ottima performance dell’evento, premiato da un alto livello espositivo e da una buona affluenza di pubblico, richiamando l’attenzione del mercato e riscontrando la positiva valutazione degli espositori, che hanno manifestato un giudizio di apprezzamento sia sulla gestione che delle giornate di apertura, caratterizzate da un intenso programma di convegni, seminari e incontri di studio capaci di suscitare grande interesse nei visitatori.
D. Con la Legge 129/2004 si sono aperti nuovi scenari per il franchising?
R. Riteniamo che la nuova normativa, e la necessità di adeguare i contratti di affiliazione, potrà portare al settore una stabilità maggiore e quanto meno evitare troppe esposizioni sul fronte delle diaspore interne alle reti franchising che proprio per la scarsa chiarezza precontrattuali andavano incontro a facili implosioni.Sebbene il sistema Italia non sia al massimo della forma, i consumi ristagnano mentre le principali industrie perdono quote di mercato, con la cattiva congiuntura economica e i non pochi problemi all’orizzonte, credo che ce la faremo. Sono convinta che il capitale umano, la creatività e le capacità adattive delle piccole e medie imprese italiane sapranno guidare il paese fuori dalla crisi. Comprendo le preoccupazioni delle aziende costrette dalla concorrenza internazionale a ridurre margini soprattutto nel settore tessile e abbigliamento, calzaturiero e della pelletteria, settori ad alta concentrazione di reti in affiliazione.
D. Il sistema franchising può svolgere un ruolo di sostegno alla competitività del paese?
R. Le aziende impegnate nel franchising sapranno trovare le risposte adeguate alle esigenze della concorrenza internazionale e alla crisi dei consumi sempre più palpabile. Il franchising, più di ogni altra formula d’impresa, è un sistema che ha in sé gli ingredienti giusti per reagire :capacità innovative, logistica centralizzata, economie di scala, politiche di marketing mirate, semplificazione delle filiere. Sono elementi connaturati al franchising e problemi per le altre imprese…La FIF è impegnata a far sì che questo settore si sviluppi ancora di più e rappresenti un comparto strategico per la piccola e media impresa e sia una risposta positiva.
D. Cosa cambia con la Legge 129/04 sul franchising?
R Cambia molto. Cominciamo col dire che la normativa si ispira a due principi fondamentali. Il primo principio è quello di salvaguardare ambedue le parti contrattuali, con equilibrio, prevedendo obblighi di informazioni. Il secondo è quello di non ingerenza nella libera contrattazione.Questi principi di disclouser sono fondamentali perché offrono garanzie di serietà e allo stesso tempo non interferiscono con la capacità di inventiva dell’impresa. Del resto una legge con troppi vincoli sarebbe stata di impedimento allo sviluppo.
D. Presidente, la Federazione è l’associazione più attiva nel rapporto Sviluppo Italia:cosa intendete fare?
R. Mi sembra che l’intervento cominci a dare qualche risultato apprezzabile. Abbiamo fatto le nostre valutazioni con i soci e nonostante ci siano delle insoddisfazioni riteniamo che sia fondamentale garantire la nostra collaborazione al management di Sviluppo Italia che sta gestendo un intervento non facile per i vincoli legislativi e amministrativi… Abbiamo soci molto soddisfatti dell’intervento pubblico e del rapporto con la società pubblica, alcuni hanno aperto diversi punti vendita. Abbiamo rilanciato la nostra iniziativa invitando tutti i soci a valutarne appieno le opportunità costituendo un pool di esperti in grado di supportarli. Il problema vero è la complessità legislativa dell’intervento tanto che abbiamo pensato di proporre un ritocco alle metodologie d’intervento. Stiamo pensando ad una rimodulazione delle procedure e dei soggetti finanziabili capaci di stimolare l’autoimprenditorialità. In più, in proprio, stiamo lavorando con tutto il team per fornire al settore quegli strumenti creditizi che ci metteranno nelle condizioni di agevolare nuovi investimenti tramite un fondo nazionale di sviluppo messo a disposizione tramite il sistema dei nostri confidi.
D. La FIF in questi anni ha contribuito alla crescita del franchising in Italia. Come pensa di continuare in questa operazione di sensibilizzazione?
R. Rafforzando gli strumenti della Federazione. Stiamo lavorando al rilancio della formula dei Franchising Day che mette a confronto domanda e offerta d’impresa, l’idea della Scuola Italiana del Franchising che coglie un’esigenza vera, il programma di internazionalizzazione, la camera di conciliazione, l’ulteriore espansione di Tuttofranchising già oggi disponibile su supporto informatico. Voglio però sottolineare la vivacità del Roma Expo Franchising, il primo salone del franchising della capitale, che io interpreto come la fabbrica delle imprese e come vero e proprio laboratorio di idee dove i visitatori possono fare la scelta giusta. Il REF ha importanti partnership con Fiere estere e sta accrescendo la sua vocazione internazionale. Su questo la FIF lavorerà con intensità allargando il campo d’interesse a tutto il retail: dai servizi agli sviluppatori, dai progettatori ai promoter all’entertainment, ai centri di Job creation.Nonostante il momento di crisi dell’economia, il calo di espositori nelle principali manifestazioni continentali, il Ref mantiene le posizioni acquisite e conferma la sua positiva performance nello scenario espositivo, rafforzando il proprio profilo internazionale.
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